Lo studio dell’Università di Urbino, oltre alla stagione venatoria è stato esteso anche ad altre attività outdoor, per le quali è stato calcolato il tasso di incidentalità, come nel caso dell’escursionismo (119 morti e 305 feriti nel 2024, per lo più dovuti a cadute in dirupi e burroni), la balneazione (87 morti e 13 feriti escludendo i malori), gli sport invernali (13 morti e 60 feriti), l’alpinismo/arrampicata (5 vittime) e le attività subacquee (30 vittime).
da Uniurb






















