ACQUALAGNA «Nessuna priorità ai pesci, rispettiamo ciò che vive la famiglia. Ma i tecnici devono rispettare le normative». Il presidente della Provincia Giuseppe Paolini ha letto l’appello ad un ripensamento, arrivato da Federica Pambianchi, la mamma di Riccardo Branchini, il 20enne di Acqualagna scomparso un anno e mezzo fa. Paolini premette di «rispettare fino in fondo la tragedia che sta attraversando la famiglia di Riccardo». Il passaggio riportato nella nota di via Gramsci sullo svuotamento della diga del Furlo, «incompatibile con gli obiettivi di tutela del sito e non realizzabile nelle condizione rappresentate dal gestore dell’invaso», non cambia. E lo spiega: «I parametri per lo svuotamento erano stati definiti in un accordo con il gestore e la Regione.
Gli interventi dovevano avvenire tra aprile e maggio, ma poi si è arrivati a questa data e ancora non è stato fatto nulla. Vogliamo chiarire un passaggio importante: non è che prima la Provincia ha detto che lo svuotamento si poteva fare ed ora invece ha cambiato idea e ha detto no. La Provincia aveva dato il via libera allo svuotamento, ma con dei paletti precisi. Non viene data priorità ai pesci, la questione è diversa. Il far west non aveva regole, ma qui ci sono delle leggi e i tecnici devono rispettarle». Nella lettera del 4 maggio, Enel Green Power aveva segnalato di non poter applicare «la gradualità di svaso e re-invaso pari a un metro al giorno al di sotto della quota di 172 metri sopra il livello del mare». La Provincia lascia aperta la porta ad una rimodulazione dell’arco temporale. Ma a questo punto dovrà essere la Regione ad avere l’ultima parola.





















