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Sabato 16 maggio la Lupus in Fabula propone una camminata lungo il torrente Arzilla, nel tratto che va da Carignano a Centinarola, per far conoscere alla cittadinanza la bellezza e il valore naturalistico di questo corridoio ecologico, che diventa sempre più prezioso, e per stimolare l’attenzione degli enti competenti a trovare nuove modalità di intervento, puntuali e meno invasive, per togliere le alberature cadute in alveo. Ci accompagnerà la guida naturalistica Claudia Fraternale che illustrerà ai partecipanti le caratteristiche della vegetazione ripariale, tra cui vanno ricordati anche alcuni pioppi e salici di dimensioni monumentali. Questo evento fa parte di una campagna di sensibilizzazione, rivolta a cittadini e istituzioni, per salvaguardare gli aspetti naturalistici del torrente Arzilla, un sistema ecologico prezioso e fragile, di cui si tiene sempre meno conto, peraltro riconosciuto anche come zona protetta  ZPS codice sito IT5310008.

Dal titolo della campagna “Eppure è Arzilla!” si intuisce che nonostante le molte aggressioni a cui è sottoposta, la forza della natura di questo corso d’acqua e del suo territorio riesce ancora a resistere. Ci riferiamo ad un’agricoltura fatta non più dai contadini ma da terzisti che non hanno alcun legame con il territorio, che fa abbondante uso di concimi chimici e pesticidi, che produce terreni sempre più poveri di sostanza organica, che ha eliminato piante e siepi, che non opera più una manutenzione selettiva e coltiva fino al ciglio della sponda del torrente. Inoltre l’Arzilla, come succede per i corsi d’acqua a regime torrentizio, risente molto del surriscaldamento del clima che accentua l’alternanza tra episodi di piena con rischio di esondazione a periodi di forte siccità estiva, mettendo a rischio la fauna ittica, che viene minacciata anche da sversamenti inquinanti che periodicamente si verificano, spesso senza conseguenze per i responsabili.

In questo periodo il torrente corre il rischio di veder distrutto il proprio habitat di vegetazione ripariale, sacrificato in nome di una presunta sicurezza idraulica, come in parte è già avvenuto in molte zone del tratto che va da Villa Betti a Carignano in cui è stata eliminata gran parte della vegetazione esistente.  Il rischio è che anche gli ultimi 7 km del torrente possano subire la stessa sorte: sarebbe imperdonabile compromettere una ricchezza vegetazionale che lascia stupito chi cammina lungo l’unico sentiero che costeggia il torrente.Purtroppo, di fronte ad un problema complesso come conciliare sicurezza idraulica e tutela ecologica  si propone come unica soluzione quella di eliminare la vegetazione del fiume per velocizzare il deflusso delle acque, senza considerare altri fattori che contribuiscono al verificarsi di una piena: il tipo di agricoltura praticata, la manutenzione del territorio, la gestione dei versanti e,  infine,  si fa ben poco a valle per creare zone controllate di esondazione del torrente.

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Per informazioni e iscrizioni contattare Roberto Mancini 345 3093130

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