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“Dopo una laurea in lingue e un master – esordisce l’educatrice cinofila Clara Gregori – lavoravo in una casa editrice. I libri erano la mia passione, ma non è andata come avrei voluto. Nello stesso tempo praticavo volontariato in un canile ed è stato proprio l’amore verso i cani,  che mi ha fatto iniziare lo studio sull’educazione cinofila, diventando poi un lavoro quello che per me era solo un hobby”. Come si diventa istruttori cinofili? “Ci sono vari corsi, ma non sono tutti dello stesso livello e qualità. Ho scelto una scuola che rappresentasse il più possibile il mio modo di vivere con il cane, lontano dai metodi retrogradi e coercitivi. Ho frequentato la Scuola Gentle Team Capra di Asti, per la quale sono anche docente nei corsi fatti in giro per l’Italia. Purtroppo questa non è una professione riconosciuta ed esiste solo un certificato da  Accredia secondo la norma tecnica Uni 11790 del 2020. Io ho la certificazione come Esperto Cinofilo nell’Area Comportamentale”.

Dove e che tipo di lavoro svolge con il cane? “Sono 10 anni che con la mia famiglia risiedo a Villanova di Colli al Metauro, zona tranquilla dove poter vivere con i cani; il posto ideale dove ho aperto il mio centro cinofilo. Eseguo due tipi di attività, la prima si svolge in canile ed è per cani bisognosi di recupero comportamentale, con problemi di aggressività o fobie, mentre la seconda è quella con le famiglie, che vogliono fare un attività o divertirsi con il cane: con loro facciamo varie cose che vanno dal semplice percorso di conoscenza reciproca con l’animale, al recupero comportamentale per affrontare problematiche più o meno serie, ma anche attività ludiche sportive come nosework, mantrailing, clickertraining e obediece”.

Cosa vuol dire educare un cane e quanto tempo dura un corso? “Spesso dico che i cani sanno fare i cani, per cui gran parte del mio lavoro è educare le famiglie. Bisogna aiutare la famiglia a conoscere e capire il proprio cane ad affrontare le difficoltà quotidiane. L’empatia e la convivenza felice non possono prescindere dalla conoscenza reciproca del proprio animale. Non è possibile stabilire quanto dura un corso, perché dipende dal problema che dobbiamo affrontare, cioè dalla famiglia e dal contesto in cui vivono. Spesso con le famiglie si instaura un rapporto che li porta a frequentare il centro anche dopo la risoluzione del problema”. Va coinvolto il proprietario durante il corso? “Assolutamente sì, il percorso di educazione è per la famiglia, cioè cane e persona. I cani vanno aiutati ad affrontare le situazioni in modo diverso, creandogli un percorso che preveda delle esperienze che insegnino loro delle strategie e delle memorie a cui attingere nel momento di bisogno, però è al proprietario che vanno dati gli strumenti per poterglielo far fare. L’obiettivo del mio lavoro è formare delle famiglie felici in casa o all’aperto. Gli errori che si possono fare con un cane derivano dalla non conoscenza del comportamento, l’ignorare le necessità o i loro bisogni mettendo a tacere alcune problematiche, oppure il non accettare alcune loro caratteristiche”.

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Come vanno trattati i cani durate il corso? “Con rispetto e amore senza usare violenza o coercizione. Ogni cane ha la sua personalità e inclinazioni, per cui non può esistere un percorso unico per tutti, ma ognuno deve avere un percorso su misura e personalizzato”. Ci si può affezionare al cane che si educa? “Certamente si, ci si affeziona ai cani e alle famiglie, alle loro storie, ma io rimango sempre la professionista che deve aiutare il proprietario a migliorare il suo rapporto con il cane e non debbo sminuire l’esistente relazione cane-proprietario. Al mio centro negli anni si è costruito un grande gruppo familiare e facciamo sport cinofilo a livello agonistico e ci si sostiene e supporta a vicenda. Desideravo costruire un punto di riferimento, in cui ognuno possa sentirsi a suo agio e non sentirsi giudicati, dove insieme si risolvono problemi. Credo di esserci riuscita”. Come si riconosce un buon educatore? “Evitando le persone improvvisate che non sanno spiegare ciò che fanno. Va evitato chi usa metodi impositivi, punitivi e coercitivi. È importante vedere il suo curriculum, capire da che scuola proviene, l’esperienza acquisita e come si approccia al cane e alla famiglia. È importante invece trovare una persona competente che basa il lavoro su scienza e studio del comportamento, cioè espressioni, posture e azioni del cane e che sia gentile con animali e persone”. Cosa rappresenta il cane per lei? “I cani sono parte della mia vita. Fanno famiglia con me, per cui vanno conosciuti bene e meritano rispetto per quelli che sono. Non potrei mai vivere senza un cane, spesso fanno fare dei sacrifici, ma quello che ridanno in cambio è decisamente maggiore del sacrificio”.

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