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A quasi due anni dalla prima interrogazione depositata dal Capogruppo Alberto Mazzacchera in Consiglio comunale la Giunta ha dovuto ammettere che gli interventi annunciati non sono stati realizzati. E ora il pianoro si prepara indifeso all’afflusso ferragostano.

Il 15 agosto è alle porte e Monte Petrano tornerà ad accogliere diverse centinaia di persone. Una presenza certamente positiva per uno dei luoghi naturalisticamente e paesaggisticamente più suggestivi del territorio, ma che ogni anno ripropone il problema della tutela dei prati dall’accesso indiscriminato di automobili e motocicli, dal campeggio selvaggio. Il problema è noto da tempo. Già nel settembre 2024, a seguito dell’invasione dei prati verificatasi durante il periodo di Ferragosto, il Capogruppo consiliare di Fare Comune aveva presentato un’interrogazione chiedendo il ripristino dei cartelli di divieto, una maggiore vigilanza, la regolamentazione dell’utilizzo del pianoro e migliorie alle strutture presenti a cominciare dai bagni pubblici senza luce e con evidenti infiltrazioni d’acqua piovana.

L’Amministrazione comunale aveva risposto riconoscendo espressamente la necessità di riposizionare la segnaletica e impegnandosi a promuovere la collaborazione tra i diversi soggetti preposti alla vigilanza. Aveva inoltre accolto la proposta di predisporre un Regolamento per l’utilizzo e la gestione di Monte Petrano, impegnandosi a proporre una bozza sulla quale lavorare nell’ambito della Commissione comunale Ambiente.

Sono trascorsi quasi due anni e nel Consiglio comunale del 29 luglio 2026, rispondendo all’ultima interpellanza presentata da Fare Comune, tanto l’Assessore ai Lavori Pubblici Casavecchia quanto il nuovo Assessore all’Ambiente Antinori (che ha sostituito la dimissionaria Simona Palazzetti), hanno dovuto riconoscere che nessuno dei principali punti sollevati ha trovato concreta attuazione.

La segnaletica necessaria a impedire l’accesso ai prati non è stata minimamente ripristinata. Il Regolamento per Monte Petrano non è stato predisposto. La Commissione Ambiente, che avrebbe dovuto rappresentare proprio la sede istituzionale nella quale affrontare organicamente questi problemi, non è stata neppure costituita.

Una situazione difficilmente comprensibile anche sotto il profilo delle risorse. Il Comune dispone, infatti, dei non piccoli introiti derivanti dalle sanzioni al Codice della Strada e dagli autovelox, una parte rilevante dei quali è vincolata dalla legge a interventi riguardanti la sicurezza stradale e la segnaletica.

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Non si sta parlando di grandi opere, ma innanzitutto di cartelli, sistemi di interdizione degli accessi e controlli adeguati attraverso polizia locale, carabinieri forestali e guardie zoofile, ossia interventi elementari che possono evitare che automobili e motocicli entrino liberamente sui prati. Interventi che assumono particolare urgenza proprio nei giorni di Ferragosto, quando il pianoro registra uno dei maggiori afflussi dell’anno.

E non c’è soltanto la doverosa tutela naturalistica. Resta aperta anche la questione della Casetta di Monte Petrano, che ospita i bagni pubblici. La struttura necessita da tempo di una parziale manutenzione straordinaria delle coperture per eliminare le infiltrazioni e impedirne il progressivo deterioramento. Gli stessi bagni (gli unici pubblici dell’intero pianoro), nei mesi di tarda primavera, durante l’estate e fino a settembre, quando vengono resi disponibili ai tanti frequentatori del monte, sono aperti e resi fruibili soprattutto grazie alla disponibilità del volontariato. Un contributo prezioso, che merita riconoscenza, ma che non può sostituire indefinitamente una programmazione e una gestione stabile da parte dell’ente proprietario.

Monte Petrano non ha bisogno di interventi invasivi. Ha urgente bisogno di poche regole chiare, tutela dei prati, servizi essenziali dignitosi e una gestione rispettosa della straordinaria naturalità del luogo. Poi ci si augura che le proposte di valorizzazione di Fare Comune trovino ascolto in fase di redazione del PUG (che per legge deve sostituire il piano regolatore vigente)

Proprio per questo era stata richiesta la costituzione della Commissione Ambiente nella quale maggioranza e minoranza potessero confrontarsi anche sul futuro del monte. Dopo quasi due anni non è più il tempo delle promesse in Consiglio comunale. È il tempo di agire perché si può e si deve fare per tutelare e per valorizzare monte Petrano in primis attraverso il PUG.

Gruppo Fare Comune – Consiglio Comunale di Cagli
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