
FOSSOMBRONE 150 grammi di hashish e due smartphone sono stati sequestrati nel carcere di Fossombrone dagli agenti di Polizia penitenziaria. Il tutto «abilmente occultato all’interno di generi alimentari provenienti dall’esterno e apparentemente consentiti» sottolinea Angelo Abbinante segretario provinciale dell’Unione sindacati di Polizia penitenziaria (Uspp). Si sono verificati nei mesi scorsi almeno un paio di tentativi, tutti falliti, di introdurre gli smartphone ricorrendo ai droni fatti arrivare nottetempo all’altezza delle celle di destinazione. Il sequestro messo a segno negli ultimi giorni evidenzia che i complici esterni non si arrendono. In parallelo agli eventi di cronaca emergono dati evidenziati dal sindacato in tema di personale che deve fare i conti «con una significativa carenza di organico e notevoli complicazioni operative tra doppi turni e una popolazione carceraria duplicata».






















